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La preghiera di Bruno

Dedicato a Sollazzo Antonio Bruno, sopravvissuto al campo di prigionia di Dachau
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La preghiera
di Bruno

Dedicato a Sollazzo Antonio Bruno, sopravvissuto al campo di prigionia di Dachau

Chiuso in questo corpo,
vedo la mia vanità svanire…
Umiliato e deriso da questo sciocco mondo,
sono nudo, non ho più nulla a cui aggrapparmi.

Nel menefreghismo che imperversa,
faccio la mia preghiera a questo tempo e
a voi tutti, attori inconsapevoli di questo gioco.

Una notte buia,
fatta di ansia e di timore…
Una maledetta notte in cui,
una madre benedice Dio per la malattia di suo figlio.
Un figlio storpio che non rischia di essere portato via.

Litiga con il Cielo per la mia salute,
perché sono sano e sono forte e adesso mi hanno preso,
fatto salire su questo carro che vola nei binari della Storia,
giocando con la memoria degli uomini che spesso è così flebile…

Adesso sono qui su questo treno,
immerso in un odore nauseabondo di piscio e vomito
un Oceano di silenzio mi accompagna,
rotto solo da un flebile fruscio… L’aria che passa attraverso le fessure delle tavole
che tengono insieme il vagone in cui sono prigioniero.

La debole carezza di questo filo d’aria, mi accompagna e mi avvolge.
Non saprei dire se è frutto di vanità umana o
solo di sogni loquaci di un bimbo,
tuttavia la mia mente vola,
il mio spirito è lontano prende vita propria…
sto vagando per i campi circondato da fiori…

Gli steli sembrano morbide palline e il mio giocare ne disperde i petali.
Siamo un vapore!!!
Così come lo è il fumo denso di questa locomotiva…

Ti prego mio Dio, non fermare questo treno, lascia che il nostro dolore sia di esempio, perché non capiti più.

Sono vapore… ma presto saprò essere vita!!

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