Un cielo nero

Un progetto che nasce dall’ascolto e che chiede ascolto. Un’opera che non intrattiene, ma interroga, dimostrando come l’arte possa farsi strumento di responsabilità sociale, informazione e cambiamento culturale.

Il testo, duro e frammentato, è costruito come un flusso di coscienza segnato da colpa, paura e distruzione emotiva. Le parole raccontano notti insonni, preghiere silenziose e corpi segnati, mostrando senza filtri il lato più oscuro delle relazioni tossiche, dove l’amore si trasforma in possesso e annientamento. È un linguaggio volutamente scomodo, che costringe l’ascoltatore a confrontarsi con la realtà della violenza emotiva e fisica.

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Rassegna stampa

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